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Cascine di Zibido

Il territorio di Zibido appare ancora oggi punteggiato da cascine che spesso si trovano molto lontane tra loro. Questo perché ogni cascina si estende su una superficie agricola di decine di ettari, in alcuni casi anche 40-100 ettari. Nelle cascine, oltre alle stalle e alle abitazioni dei contadini, si trovano anche fienili, sili, granai, magazzini e in alcuni casi anche caseifici e forni. A volte le cascine hanno anche una piccola chiesa come nel caso della Cascina Pioltino.

Laddove sono più isolate, le cascine tendono ad assumere l'aspetto di fortezze, data la presenza di grosse mura perimetrali e torri come per la Cascina Femegro.

I nomi delle cascine derivano dal cognome del proprietario-fondatore oppure da quello di una cappella, chiesa o monastero situati nelle vicinanze o all'interno della cascina stessa.

Oggi pochi individui vivono nelle cascine ma un tempo vi potevano risiede fino a un centinaio di persone e in tali casi la cascina poteva costituire addirittura un comune autonomo.

Le cascine solitamente erano di un proprietario, spesso nobile, che raramente viveva in campagna preferendo risiedere in città. Per gestire il suo podere sceglieva un fittavolo con il quale siglava un contratto di 9-12 anni. Il fittavolo amministrava il podere come se fosse il padrone per tutto il periodo del contratto. Qualora il fittavolo risiedesse nella cascina, la sua abitazione era l'edificio più grande con una struttura che doveva differenziarsi nettamente dagli alloggi dei lavoratori come appare evidente nella villa padronale di Cascina Salterio. Agli ordini del fittavolo c'era il fattore, un contadino solitamente istruito che organizzava e sovraintendeva il lavoro degli altri agricoltori.

Data la quantità di contadini che lavoravano in cascina, questi svolgevano lavori specializzati. Le figure quasi sempre presenti erano: i campari, che si occupavano della manutenzione dei canali e delle rogge, i bergamini, che si occupavano del bestiame, i casari, che preparavano il formaggio, i contadini, che si occupavano del taglio del fieno e delle altre colture e i bifolchi, che si occupavano del dissodamento del terreno. C'erano poi i lavoratori stagionali come le mondine e i tagliariso.

Data la loro collocazione nella pianura irrigua dove vi è una grande presenza di fontanili e rogge, le cascine di Zibido si sono spesso specializzate nel sistema delle marcite che ha consentito per secoli la diffusione dell'allevamento bovino, attuato contemporaneamente all'agricoltura. Questo binomio allevamento-agricoltura sullo stesso territorio è stato il punto di forza dell'agricoltura lombarda fino all'Ottocento.

Il comune di Zibido conserva la sua vocazione agricola e ancora oggi ospita ben 29 cascine, molte delle quali in attività. Le principali sono Cascina Ca' Grande, Cascina Femegro, Cascina Giustina, Cascina Pioltino, Cascina Salterio e Cascina Santa Marta.

 

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The farmhouses in Zibido

 

Farms are still a common presence in the territory of Zibido and some of them extend over an agricultural area of 40-100 hectares. In addition to the stables and the peasant houses, farms also house haylofts, silos, granaries, warehouses and in some cases even dairies and ovens. Sometimes the farms also have a small church as in the case of the Cascina Pioltino. Where they are more isolated, the farms tend to take on the appearance of fortresses, given the presence of large perimeter walls and towers as in the case of the Cascina Femegro. The names of the farmhouses derive from the surname of the owner-founder or from that of a chapel, church or monastery located nearby or inside the farmhouse itself. Today few people live in farmhouses but once there were up to a hundred people and sometimes the farm could even constitute an autonomous municipality. The typical farmhouse belonged to a noble landowner who rarely lived in the countryside, preferring to reside in the city. To manage his farm, he chose a tenant farmer with whom he signed a 9-12 years contract. The farmer administered the farm as if he were the owner for the entire period of the contract. If the tenant farmer resided in the farmhouse, his house was the largest building with a structure that clearly differed from the workers' quarters, as is evident in the main villa of Cascina Salterio. On the farm, peasants carried out specialised jobs. The following figures were almost always present: the "campari", responsible for the maintenance of the canals, the "bergamini", who looked after the cattle, the “casari”, who prepared the cheese, the “contadini", who took care of cutting hay and other crops and the "bifolchi", who took care of the ground tillage. Then there were the seasonal workers for weeding and reaping.

The municipality of Zibido preserves its agricultural vocation and still hosts 29 farmhouses, many of which fully functioning. The main ones are Cascina Ca’ Grande, Cascina Femegro, Cascina Giustina, Cascina Pioltino, Cascina Salterio and Cascina Santa Marta.

Given their location on the watery plain, ideal for the construction of irrigation wells and canals, Zibido’s farmhouses have often specialised in the centuries-old technique of the water meadow system, which has favoured the spread of cattle breeding alongside agriculture. This pairing of livestock production and crop cultivation on the same territory was the strong point of Lombard agriculture up until the 1800s.

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