Esplora contenuti correlati

Fauna nelle risaie

Per molte specie animali i campi di riso ancora oggi sono un ambiente ideale per riprodursi e trovare cibo, anche se per diverse specie come anfibi, crostacei e insetti le nuove tecniche di coltivazione hanno compromesso il ciclo riproduttivo.

Con la progressiva scomparsa degli habitat palustri naturali in Italia (circa 300 mila ettari attuali a fronte dei 3 milioni stimati in epoca romana) per molte specie di animali i campi di riso oggi rappresentano uno dei pochi ambienti dove riprodursi e trovare cibo.

Fino ai primi anni del Novecento quello delle risaie era un habitat ricchissimo di fauna: l’acqua più profonda (circa 20 centimetri) e i periodi di secca meno diffusi consentivano infatti il proliferare di animali ora difficili da trovare come la carpa, il tritone, il martin pescatore e l’ormai rarissima (non solo in risaia) lontra. Dagli anni Sessanta, con l’introduzione di nuove tecniche di coltivazione e maggiori fluttuazioni del livello dell’acqua, tante specie sono sparite mentre altre, ancora presenti, spesso non sono più in grado di completare il proprio ciclo riproduttivo, tra questi alcuni anfibi (rane, raganelle e rospi), crostacei e insetti predatori come la libellula. Questo ha portato alla moltiplicazione incontrollata di larve di zanzara, non più contenute dai predatori naturali.

Tra le specie che si possono avvistare in risaia è bene citare anche la natrice dal collare, più nota come «biscia d’acqua», che è specie protetta, e la nutria, grosso roditore acquatico introdotto dal Sudamerica considerato un animale invasivo. Con le sue tane, infatti, danneggia dighe e sistemi di irrigazione e spesso fa irruzioni in risaie ed altre colture.

Nell’ambiente padano sempre più impoverito dall’agricoltura estensiva, la risaia si conferma come una incredibile riserva di cibo, essendo alla base di una catena alimentare che ha come protagonisti gli insetti e i molluschi che vivono nell’acqua. Per questo le risaie sono frequentate anche da un alto numero di uccelli acquatici che qui trovano un ambiente umido ricco di cibo in cui nutrirsi e adatto alla nidificazione. Tra i trampolieri più diffusi si possono citare l’airone cinerino, la garzetta e l’airone bianco che si nutrono di pesci, rane, girini, bisce d'acqua, crostacei, molluschi, insetti acquatici e piccoli mammiferi. L’airone cenerino è attivo sia di giorno che di notte e per nutrirsi si sposta anche di decine di chilometri dal luogo di nidificazione o dal dormitorio. È la specie di airone che si spinge più a nord, tanto che in estate è facile incontrarlo lungo le coste norvegesi, ben oltre il circolo polare artico. La garzetta e l'airone bianco sono molto simili ma per non confonderli basta tenere conto delle dimensioni (l'airone è grande il doppio della garzetta) e del colore del becco (giallo nell'airone). Inoltre, mentre gli avvistamenti di garzetta sono molto frequenti, l'airone bianco maggiore si vede solo dal tardo autunno alla fine dell’inverno, ed eventualmente di passaggio in primavera.

Altri volatili che non è raro osservare nelle risaie sono il germano reale, la gallinella d’acqua, il cavaliere d’Italia, il gabbiano, il falco di palude e l’ibis sacro, volatile di origine africana ormai ampiamente diffuso nelle nostre campagne.

 

Progetto senza titolo (1)

Fauna in the rice fields

 

For several animal species, rice fields are still an ideal environment for reproducing and finding food, even if new cultivation techniques have compromised the reproductive cycle for some of them such as amphibians, crustaceans and insects. With the progressive disappearance of natural marsh habitats in Italy (about 300 thousand hectares today compared to the 3 million estimated in Roman times), for many species of animals the rice fields today represent one of the few environments in which to reproduce and find food.

Until the early 12th century, the paddy field was a very rich habitat for fauna: the deeper water (about 20 centimetres) and the less common dry periods allowed the proliferation of animals now difficult to find, such as the carp, the newt, the kingfisher and the now very rare (not only in paddy fields) otter. Since the 1960s, with the introduction of new cultivation techniques and greater fluctuations in the water level, many species have been disappearing while others, still present, are often no longer able to complete their reproductive cycle, including some amphibians (frogs, tree frogs and toads), crustaceans and predatory insects such as the dragonfly. This has led to the uncontrolled multiplication of mosquito larvae, no longer contained by natural predators. In the environment of the Po Valley, increasingly impoverished by extensive agriculture, the rice field is an incredible food reserve, being the basis of a food chain mainly for insects and molluscs that live in water. For this reason, rice fields are also frequented by a high number of water birds which find here a humid environment rich in food to feed on and suitable for nesting.

Among the most widespread waders, we can mention the grey heron, the egret and the white heron that feed on fish, frogs, tadpoles, water snakes, crustaceans, molluscs, aquatic insects and small mammals. The grey heron is active both during the day and the night and, for feeding, may venture tens of kilometres from the nesting site or dormitory. It is the species of heron that travels furthest north, so much so that in summer it is common to meet them along the Norwegian coasts, far beyond the Arctic Circle.

The little egret and the white heron are very similar, but the heron has a yellow beak and it is twice the size of the egret. Other birds that you can observe in the rice fields are the mallard, the water gurnard, the knight of Italy, the gull, the marsh harrier and the sacred ibis, a wading bird of African origin now widespread in our countryside.

torna all'inizio del contenuto