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La Coltivazione del Riso

La coltura del riso è un processo affascinante e lungo che richiede un duro e costante lavoro durante quasi tutto l’anno.

Tra l’inverno e la primavera, la risaia viene preparata con l’aratura che avviene grazie ad attrezzature dotate di grandi lame d’acciaio che tagliano il terreno, lo lavorano e lo rivoltano. In seguito all’aratura, la risaia viene livellata prima di passare all’erpicatura, una lavorazione fondamentale che consiste nella rottura delle grosse zolle di terra per arieggiare ed ossigenare il terreno, per consentire l’incorporamento dei fertilizzanti e per facilitare la semina. La livellatura del terreno è fondamentale in un secondo momento per garantire alle pianticelle di riso di affiorare dall'acqua tutte allo stesso modo evitando che secchino o marciscano.

Durante il mese di marzo si procede con la sommersione che avviene riempiendo la risaia con l’acqua che ha la funzione di proteggere il futuro seme e la piantina dagli sbalzi termici mantenendoli a temperatura costante. Il livello dell’acqua deve essere continuamente corretto regolando le chiuse a seconda dei periodi più piovosi o più secchi. Fino agli anni Sessanta l’acqua entrava in risaia in modo massiccio, con sommersioni di circa 20 cm, mentre oggi il livello è diminuito fino a 3-5 centimetri dal suolo, un’altezza che permette all’acqua di scaldarsi meglio e di ricambiarsi nel suo lento scorrimento. Durante la concimazione, che avviene dopo la sommersione, vengono distribuiti concimi organici e minerali per apportare azoto, fosforo e potassio.

Nel mese di aprile avviene il diserbo. Fino a quarant’anni fa, erano le mondine che, come indica il loro nome, mondavano ovvero pulivano le risaie dalle erbacce dopo aver piantato nel terreno sommerso le piantine di riso nella loro prima fase di crescita, il tutto rigorosamente a mano. Attualmente la semina avviene direttamente nelle risaie già sommerse oppure «in asciutta», ovvero interrando il seme nei campi senz’acqua. In questo secondo caso, solo nel momento in cui il seme emette una piccola radice ed uno stelo viene fatta entrare l’acqua nel campo. Dopo un periodo di circa 40-70 giorni, le piantine iniziano la fase della infiorescenza.

Nei mesi di luglio e agosto avviene l’autoimpollinazione e successivamente il chicco inizia a ricevere e ad accumulare le sostanze nutritive, passando da una consistenza lattea, ad una cerosa ed infine vitrea.

Tra settembre e ottobre avviene la maturazione del riso. La risaia viene svuotata e si procede con la raccolta del riso che attualmente avviene grazie all’impiego di mietitrebbiatrici. Il riso viene tagliato alla base ed entra all'interno della macchina dove alcuni battitori meccanici separano il chicco dalla pianta che viene lasciata sul terreno per concimarlo. I chicchi di riso vengono quindi messi nell’essiccatoio per abbassare l’umidità in essi contenuta e favorendone così la conservazione. Successivamente il chicco viene separato dalle impurità e dal guscio duro che lo ricopre, la lolla. A quel punto inizia la «sbramatura», che avviene facendo passare il risone nello sbramino, cioè tra due rulli abrasivi che lo scortecciano, ed infine si passa alla «sbiancatura» che avviene sempre per abrasione, facendo passare il riso decorticato tra superfici che asportano la pula, una pellicina ricca di proteine, vitamine e sali minerali.

 

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Rice cultivation

Rice cultivation is a fascinating and lengthy process that requires hard and constant work almost year-round. Between winter and spring, the paddy field is prepared with ploughs, the large steel blades of which break up and turn over the soil. Following this tillage, the rice field is levelled before the next step, harrowing, a fundamental process that consists in breaking the large clods of earth to aerate and oxygenate the soil, to allow the incorporation of fertilisers and to facilitate sowing. The levelling of the ground is fundamental to guarantee that the rice seedlings all emerge from the water in a uniform fashion.

In March, paddies are inundated with water, which protects the future seeds and seedlings from temperature stress by keeping them at a constant temperature. It’s important to continuously adjust the water level, using the floodgates, according to the rainiest or driest periods. Until the 1960s, water entered paddy fields in a massive way, with submersions of about 20 cm, while today the level has decreased to 3-5 centimetres from the ground. During fertilisation, which occurs after submersion, organic and mineral fertilisers are distributed to provide nitrogen, phosphorus and potassium.

April is the month for weeding. Until forty years ago, the “mondine” (the women workers in the rice fields) cleared the rice paddies of weeds after having planted the rice seedlings in the flooded fields, all strictly by hand. Nowadays, sowing is carried out under dry land conditions, inundation taking place only after sprouting. After a period of about 40-70 days, the seedlings begin the inflorescence phase.

In July and August, self-pollination takes place and then the grain begins to receive and accumulate nutrients, passing from a milky consistency to a waxy and finally glassy one. Rice matures between September and October. In that period, fields are drained and rice harvesting can begin thanks to the combine harvesters. Rice is cut at the base and enters these threshing machines where mechanical beaters separate the grain from the plant that is left on the ground as fertiliser. The grains of rice are then placed in the dryer to lower humidity and thus help their conservation. Subsequently, the grain is hulled, that is, separated from impurities and from the outer husk, the hard shell that covers it, the chaff. After which, this “brown rice” is usually subjected to further processing to remove the bran and the germ, thus creating “white rice”. Valuable nutrients are lost in this final, abrasive milling stage, but the resulting product keeps longer.

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