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Spazio Comune Cittadino

Massimo Pizzigoni
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La storia

Zibido San Giacomo ha trovato la sua unità amministrativa nel 1870, a seguito dell’aggregazione dei comuni di San Novo, San Pietro Cusico, Vigonzino e Zibido San Giacomo, ultimo atto di una faticosa integrazione tra piccole comunità, affini per la loro vocazione agricola.
 
Il nome Zibido è stato ricondotto ai Gepidi, giunti in Italia con i Longobardi, oppure al latino “gibbus” (dosso, altura), in quanto furono piccoli rilievi a caratterizzare i primi insediamenti in un’area un tempo paludosa. In ogni caso, indubbia è l’origine altomedioevale, anche se le prime attestazioni delle località del territorio risalgono all’XI-XII secolo. A San Giacomo è legata la tradizione, alimentata per alcuni secoli, della deposizione del corpo dell’apostolo in un’arca di serizzo presso la chiesa parrocchiale, il maggior monumento presente nel Comune. La struttura cinquecentesca della chiesa, riccamente affrescata, è il risultato dell’intervento operato dai monaci carmelitani, a San Giacomo dagli inizi del XVI secolo. Vasto è il patrimonio storico-artistico del territorio, costituito dalle altre chiese di Zibido, San Pietro, Moirago e Badile e da numerose cascine (tra le quali Ca’ Grande, Cascina Salterio, Femegro), risalenti in gran parte all’epoca medievale. L’Asilo Salterio e le case per i salariati di Moirago, voluti dalla famiglia Salterio con intenti sociali e umanitari ai primi del Novecento, costituiscono poi un originale complesso edilizio, donato al Comune dopo la morte di Luigi Salterio nel 1938. Dal dopoguerra la connotazione rurale del Comune è andata modificandosi con la presenza di aziende nei settori meccanico, chimico e tessile. Immerso nel Parco Agricolo Sud Milano, Zibido San Giacomo oggi condivide le vicende della periferia milanese, in cerca di un equilibrio tra le ragioni dello sviluppo e della tutela di un territorio che costituisce ancora un’area verde e agricola, vivibile e fruibile per i suoi cittadini.