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Consigliere comunale incaricato al gemellaggio e alla promozione del territorio

Piazza Roma, 1
20080 Zibido San Giacomo (MI)

Andrea Pellini
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Salone d'autunno - novembre 2013

2013_salone_big Salone d'autunno - novembre 2013

Sono le 6.00 siamo tutti pronti e soprattutto puntuali. Andrea è l’autista ufficiale del pullmino. Le altre cinque partecipanti, tutte donne, sono: Anna G., Annamaria, Mariuccia, Renata e Silvana. Caricati i bagagli sull’automezzo già stracarico dei prodotti da vendere e delle pentole per cucinare, (speriamo non ci fermi nessuna polizia perché con tutta quella merce potrebbe volere spiegazioni e/o documenti che noi non abbiamo) e lasciamo Zibido. I fari fendono il buio ancora fitto e la pioggia è noiosa. Nei pressi di Rho ci viene incontro una leggera nevicata, speriamo non aumenti. Tra una chiacchiera e l’altra (tra donne..) dopo circa un’oretta entriamo in Svizzera. Nevica: iniziano a girare biscotti e dolcetti, per risollevare il morale, ma soprattutto la gola. Sono le 7.45 e a Bellinzona facciamo la prima sosta tecnica per rifornimento di gasolio e anche di bevande calde: i cappuccini e le brioches sono buoni e anche abbastanza costosi. Il pagamento ovviamente è in franchi svizzeri; iniziano pertanto i conti per il cambio €/CHF anche perché il resto che danno è in valuta elvetica e non vorremmo averne di residua. Ripartiamo e poco dopo vediamo un lampo, ma nevica e non può esserci il temporale (o si?) e pertanto ci chiediamo cosa possa essere stato. Forse una bella foto svizzera per eccesso di velocità? Ahi, ahi, Andrea, quel piede sul pedale si è forse addormentato ed è diventato pesante!?!? Vedremo. Comunque, chiacchiere su chiacchiere, poco prima delle 11.00 entriamo in Francia e finalmente un quarto d’ora dopo si effettua la seconda sosta tecnica. Piove, anzi viene un acquazzone fortissimo che toglie anche un po’ di visibilità. Siamo a 50 chilometri da Strasburgo ed il tempo è sempre inclemente. Entriamo in città che è già abbondantemente ora di pranzo; cerchiamo un posteggio coperto al fine di salvaguardare le nostre vettovaglie e attraversiamo il ponte sul fiume, per raggiungere un posto di ristoro. Vorremmo mangiare qualcosa di caldo per poi affrontare bene la seconda parte del viaggio. Scegliamo un ristorante che ci ispira per il rapporto menù/prezzo; entriamo, è affollato probabilmente sia per l’ora, sia per i vari parlamentari europei muniti di borse e trolley, che sostano ancora in città per il pranzo prima di tornare nei loro paesi d’origine per il fine settimana. Sono piuttosto lenti a prendere le ordinazioni e a servire; vediamo camerieri con piatti (sempre gli stessi) che vengono portati ai tavoli, riportati in cucina e di nuovo ai tavoli: c’è una gran confusione e, sembra, disorganizzazione. E noi aspettiamo sempre…. Finalmente si mangia: non sappiamo bene cosa abbiamo ordinato, visto che il menù è in francese; ma è tutto buono. Purtroppo, tra un’attesa e l’altra, siamo a tavola da un’ora e mezza. Ormai non c’è più tempo per un giro in città, perciò, avendo visto solo il fiume e la chiesa cattolica di Sain-Pierre-le-Vieux, alle 14.30 ci avviamo verso il nostro potente mezzo di trasporto in direzione di Villecresnes, sotto una pioggerellina che va sempre più aumentando. Complice la pioggia e il pranzo, una pennichella è di rigore. Dormono tutti e Andrea? No, lui “sembra” sveglio o forse ha messo il solito pilota automatico. Maciniamo chilometri avvolti da un paesaggio bellissimo: i colori dell’autunno con le sue sfumature di rosso giallo verde sono spettacolari, mancano ancora 375 chilometri e finalmente, poco dopo le 16.00, ha smesso di piovere. Dopo un’ora circa altra sosta tecnica per un tè caldo ed un altro giro di merendine e dolcetti. Risaliti in pullmino, vengono contati i boeri nel vaso di vetro per il gioco che si terrà al Salon d’Automne: domenica sera, prima della chiusura del Salone, risulterà vincitore il fortunato concorrente che avrà indovinato il numero esatto dei boeri contenuti nel vaso, vincendo così il vaso stesso con i cioccolatini contenuti. Non piove quasi più, ma c’è un bel venticello freddo e noi siamo a circa due ore e mezza dalla meta. Effettuato il rifornimento al pullmino a Reims-Nord, si riprende la nostra strada. Sono le 19.30 e finalmente arriviamo a Villecresnes. Scarichiamo tutte le vettovaglie sotto il nostro banco vendita del Salone e ci avviamo con i nostri ospiti verso la chiesa dove si terrà il concerto, organizzato dalla nostra presidente; lì incontriamo anche i nostri quattro concittadini arrivati in treno e in aereo e insieme assistiamo all’elegante concerto in onore di Verdi e Wagner. La pianista e il tenore sono italiani, la soprano è tedesca: tutti transitati dal conservatorio e dalla Scala di Milano, per studio o lavoro. Al termine del concerto rientriamo a casa degli ospiti per la cena. Sabato mattina alle ore 8.30 ci ritroviamo al Salone per la sistemazione del banco vendita, che verrà aperto alle 10.00. Inizia ad arrivare gente: diverse persone conoscono già i prodotti italiani che acquistano, altri invece chiedono spiegazioni più dettagliate. In questo frangente abbiamo avuto un valido aiuto da Abrelline, una signora molto gentile che, si può dire, conosce i nostri prodotti tipici meglio di noi. Anche le ricette, specialmente quelle del risotto, sono molto richieste. Al banco vendita ci si alterna fra di noi e ogni tanto, per muoversi un pochino, si va a fare un giretto tra i tanti banchi. Ci sono molti espositori provenienti da diversi paesi con prodotti francesi, irlandesi e tedeschi (gemellati anche loro con Villecresnes). Girando tra i banchi si possono trovare marmellate, cioccolatini, formaggi, lumache, vini, birra, liquori, borse, cappelli, vestiti, quadri, fiori, bigiotteria, ceramiche, oggettistica, e tante altre specialità. Alle 11.00 arriva Andrea indossando un grembiulone tricolore, un cappello da cuoco con la bandiera francese e un cucchiaio nel taschino della giacca, tanto per richiamare un po’ l’attenzione. Dopo un momento, come aperitivo, arriva il pentolone con la pasta al sugo, preparata dalla nostra cuoca istituzionale Anna. La pasta viene distribuita in coppette per assaggi ed è subito un successone! Alle 12.00 si chiude il Salone per la pausa pranzo, c’è il discorso del Sindaco di Villecresnes e viene aperto il buffet. Un paio d’ore dopo, si riapre. I nostri prodotti vanno bene, anche se c’è sempre qualcuno che vorrebbe questo o quello, che non abbiamo. Si deve comunque fare attenzione alla data di scadenza, che alcuni prodotti, come il riso, non hanno, perché è indicata solo la data di produzione. Per loro è molto importante. Tutto procede normalmente fino alle 15.00 quando torna Andrea e con lui la merenda del pomeriggio a base di risotto: la pentola si vuota in breve tempo. L’aperitivo della sera è alle 18.00 e viene servita la polenta al sugo. Inutile dire quanto è rimasto nella pentola: niente. Alla fine della giornata non è rimasta nemmeno una confezione di grana padano: ne sono stati venduti ben 32 kg e, anche se ci sono stati problemi con l’affettatrice, della bresaola e della rucola (queste sconosciute) è rimasta solo la carta. Sono le 19.00 ed arriva la chiusura del Salone. Ognuno trascorrerà la serata a casa del proprio ospite. Domenica alle 9.00 tre zibidesi sono ripartiti in aereo per tornare a casa e siccome è giorno di mercato, ci si ritrova in piazza per fare acquisti, maggiormente formaggi francesi. Abbiamo fatto anche una visita nella palestra della suola dove si teneva la lezione di tango, ma siccome il tempo è tiranno, ed era giunta l’ora di aprire il Salone, il nostro “ballo” è stato correre al banco vendita. Alla riapertura, come si è detto, alcuni prodotti erano finiti, come il grana e i panettoni classici; anche la farina di polenta ormai era agli sgoccioli. Ben presto si arriva all’ora dell’aperitivo: infatti alle 11.00 arriva Andrea, sempre in alta uniforme da cuoco internazionale, seguito dalla pentola di pasta con lo speck, e tutto procede come il giorno precedente. Alle 12.00 non c’è chiusura per il pranzo, ma solo un veloce self service a turni, per gli espositori. All’ora della merenda viene servito un ricco risotto con la zucca e infine alle 17.00 una calda polenta con il gorgonzola, da leccarsi i baffi! Dopo l’aperitivo, viene reso noto il numero dei cioccolatini ed il premio è stato vinto da Abrelline, che ha indovinato il numero esatto dei boeri contenuti all’interno del vaso. Alle 18.00 viene ufficialmente chiuso il Salone d’Autunno 2013. Inizia così la raccolta dei pochi prodotti rimasti; soprattutto il vino rosso, ma tant’è, siamo in Francia! La cena è offerta dal Comune di Villecresnes a tutti gli ospiti; ci sono i discorsi finali e poi i saluti, per terminare con baci e abbracci, aurevoir e, come si usa dire, alla prossima! Lunedì ore 8.45: ritrovo nella piazza del mercato; oggi i negozi sono chiusi e non ci sono nemmeno bancarelle, l’unico negozio aperto è la panetteria. Salutiamo i nostri amici che ci hanno gentilmente ospitato, dando loro appuntamento a Zibido per la Festa del Riso il 18 maggio 2014 e qualcuno fa gli ultimi acquisti nella panetteria: pane dolce, baguette, macarones e dolcetti vari, finché finalmente, alle 9.10, saliamo sul pullmino per imboccare la strada del ritorno. Il tempo continua ad essere freddo e nuvoloso. Ci fermiamo a Provens per una sosta di mezz’ora circa: giretto per il paesino, visita alla rocca, alla chiesa e necessariamente ai bagni. Si riparte e si iniziano a fare quattro conti sui prodotti venduti, sul bilancio dei due giorni del Salone e su cosa si possa fare per migliorare. Alle 13.00 finalmente, nella regione dello champagne, si vede un filo di sole; qualcuno pisola, altri additano le piante con il vischio perché, se possibile, si vorrebbe raccoglierne un po’ viste le feste imminenti. Alle 14.00 facciamo la sosta tecnica per il pranzo. Ci rimettiamo in viaggio e dopo circa un’ora vicino a Dijon, Andrea si ferma, accosta e scende, cerca di raccogliere il vischio, ma è impresa ardua per via dei rovi e delle piante troppo alte. Ci conviene lasciare perdere anche perché sono le 17.00 e il buio incombe. Si deve proseguire. Il tom tom indica un percorso da seguire, ma aiuto! ci hanno rubato l’entrata in autostrada!?! No, per fortuna è solo stata spostata e nessuno ha pensato di dirlo al tom tom!! Finalmente ritroviamo il maltolto, cioè l’autostrada, ed eccoci in breve tempo a circa 60 km dalla Svizzera. Dopo una veloce sosta tecnica, alle 19.30 passiamo la frontiera elvetica. Arrivati in Italia, a Origgio improvvisamente si risveglia il tom tom, che nel frattempo si era addormentato profondamente ed inizia a parlare a vanvera dando indicazioni inesistenti, tanto da farci uscire ancora dall’autostrada e buttarci in una zona industriale. Una macchina ci segue (probabilmente è nelle nostre stesse condizioni); Andrea inizia a dire che forse ci stanno seguendo per rapinarci e si crea un clima da romanzo giallo con tanti uhuh e tante illazioni. E’ piuttosto buio e si continua a girare in tondo. Oh finalmente ecco l’autostrada! Peccato che per riuscire a trovarla abbiamo girato un bel po’ senza orientamento e intanto si è fatta notte. Sono le 23.00 quando giungiamo alle nostre case; ringraziamo Andrea per aver guidato per tutti quei chilometri e per averci riportato a casa sani e salvi senza problemi. Buonanotte a tutti! Da tenere presente, per un prossimo viaggio a Villecresnes, una fermata al castello di Mont St. Odile nei pressi di Obernai. Ma questa sarà un’altra storia!!

 

Annamaria Codari