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Ambiente e gestione del territorio

Marzia Cominotti
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Rimboschimenti

Oggi, è opinione largamente diffusa che le aree protette non possono, da sole, ostacolare efficacemente la perdità della biodiversità.

La sfida più recente impone di conseguire una protezione diffusa degli elementi naturali, intervenendo anche nelle aree fortemente modificate dall'uomo, al fine di creare un sistema in cui le aree più integre non restino isolate.

La rete ecologica è un insieme di spazi naturali connessi tra loro mediante corridoi verdi, come macchie boscose, filari, siepi, corsi d'acqua, lungo i quali le specie animali e vegetali possono sostare, transitare e disperdersi. Il Parco Agricolo Sud Milano costituisce un importantissimo corridoio tra i boschi della Valle del Ticino e gli ambienti dell'Adda. Il rafforzamento della sua rete ecologica è una garanzia per il mantenimento della biodiversità nella pianura lombarda.

Nell'ambito dell'Accordo Quadro 2002, tra il Ministero dell'ambiente, Ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica e la Regione Lombardia, nel dicembre 2002 sono stati resi disponibili fondi per interventi nelle aree protette regionali finalizzati ad acquisti di aree di pegio naturalistico, a progetti di riqualificazione, a studi faunistici, ed ambientali finalizzati a produrre relazioni e piani di gestione per la conservazione degli habitat e delle specie.


Zibido San Giacomo - Area del Naviglio Pavese

Il Naviglio Pavese taglia traversalmente il territorio del nostro paese, affiancando la Ex Strada Statale dei Giovi. Le aree oggetto di intervento sono due: la prima si trova a Moirago e la seconda a Badile.

L'area di Moirago versava in condizioni di notevole degrado. I lavori di forestazione effettuati hanno consentito il recupero ambientale dei luoghi e il miglioramento della fruizione pubblica.

L'area di Badile comprendente il tratto di territorio posto tra il centro abitato e le anse del cavo Moggio, sino alla confluenza con la roggia Colombana è stato riforestato e riqualificato
 
Nelle due aree sono state collocate complessivamente 1.000 piantine forestali.

Grazie alla presenza della vegetazione, le rive hanno mantenuto la connotazione naturale. Attualmente la zona si presenta come un'area agricola incolta, con presenza di piante arboree sviluppate lungo la piccola roggia che delimita un lato dell'appezzamento.

Le specie più rappresentate sono le essenze esotiche, pioppo ibrido, robinia, platano e igrofile, come salice bianco, salice cinerino e ontano nero. L'intervento mira al recupero dell'ambiente naturale valorizzando la conservazione delle specie vegetali autoctone.