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Comunicato stampa


SPAZIO COMUNE

Pozzo per la ricerca del metano, il Comune al fianco dei cittadini

L'Amministrazione ha scelto la strada della massima condivisione, fin dall'avvio della procedura di valutazione ambientale regionale sul progetto “Moirago1”. Chiesti chiarimenti alla Regione e al MISE, anche sul rischio sismico e sulla viabilità. No al fracking

Zibido San Giacomo (1 agosto 2014) – Da una parte c'è un progetto per la ricerca di gas metano presentato da una società, la Apennine, che ha ricevuto un'autorizzazione dal ministero dello sviluppo economico (MISE). Dall'altra c'è un'intera comunità, con in testa l'Amministrazione comunale che vuole ottenere tutti i chiarimenti necessari per valutare fino in fondo la richiesta.

Tanto che, già all'indomani dell'arrivo del progetto e dello studio di impatto ambientale, avvenuta il 17 dicembre 2013, sono state convocate due Commissioni territorio-ambiente comunali che hanno analizzato le prime informazioni. Successivamente, l'Amministrazione ha voluto proporre un incontro pubblico di confronto con la società Apennine Energy, durante il quale sono emerse una prima serie di domande.

Quesiti che sono stati riproposti recentemente in una petizione e per i quali il sindaco Piero Garbelli e la sua Giunta stanno attendendo delle risposte da Regione Lombardia, dal MISE e da Apennine.

“Comprendiamo e condividiamo le preoccupazioni dei nostri cittadini – evidenzia il sindaco – tanto che fin dall'inizio abbiamo voluto attivare un percorso di massima condivisione, sia a livello istituzionale sia fra tutti i componenti della nostra comunità. Il progetto presentato dalla società Apennine Energy spa, infatti, è complesso e prima di iniziare la perforazione alla ricerca di gas metano, deve ottenere il giudizio di compatibilità ambientale. Ed è proprio su questa che noi abbiamo chiesto specifici chiarimenti e approfondimenti a tutti gli enti che dovranno prendere la decisione”.

Nonostante, però, la procedura sia in corso, alcune forze politiche (Insieme per Zibido San Giacomo riconducibile a PDL-Forza Italia), anche se rappresentate nel Consiglio regionale, hanno deciso di strumentalizzare la paura, più che naturale, della cittadinanza. Diffondendo notizie non veritiere e che, in alcuni casi, sono proprio l'opposto di quanto sostenuto dall'Amministrazione comunale guidata dalla lista civica Obbiettivo Comune. Come è facilmente verificabile dall'apposita sezione “temi caldi” sul sito web istituzionale, dove è possibile recuperare tutta la documentazione relativa alla vicenda.

Tra i punti più importanti, vi sono le questioni relative al rischio sismico, al fracking e al traffico. Per comprendere quale sia la posizione dell'Amministrazione, basta leggere la richiesta di chiarimenti e approfondimenti che il sindaco ha inviato il 29 maggio. A seguito di questa comunicazione e delle conferenze di servizio, la Regione ha chiesto ulteriori integrazioni alla ditta, anche queste pubblicate sul sito istituzionale di Zibido San Giacomo.

Sul primo punto, vi è un'esplicita richiesta agli esperti regionali sia “sull'eventualità di aumento del rischio sismico”, sia sulle determinazioni che la Regione Lombardia intende assumere in base al rapporto IChese della Regione Emilia Romagna.

Per il fracking, il sindaco ha posto quattro quesiti sia a Regione Lombardia sia al MISE e tra questi anche la possibilità di “escludere, per il caso in esame, l'uso del fracking come tecnica di perforazione”.

Per il traffico e la viabilità, nel documento del 29 maggio viene sollecitato l'avvio della procedura di affidamento dei lavori per la realizzazione della nuova intersezione tra la ex SS dei Giovi e la SP 139 e quali interferenze il pozzo esplorativo (ed eventualmente quello di coltivazione) possa provocare “sulle prospettive di realizzazione del prolungamento della linea metropolitana fino a Binasco”.

“Non comprendiamo le posizioni di alcuni esponenti politici locali – conclude il sindaco Garbelli – visto che quanto da loro sottolineato è già stato ampiamente discusso (sia nelle commissioni consiliari delle quali loro fanno parte sia tra i cittadini), elaborato e trasmesso alla Regione e al MISE. Viene alimentata in modo irresponsabile la paura tra la cittadinanza, senza avere gli elementi oggettivi sui quali fare delle valutazioni utili alla nostra comunità”.