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Operazione "Sbarra rossa"


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arresti_bigOperazione 'Sbarra rossa':  il sindaco ringrazia gli investigatori Il primo cittadino esprime riconoscenza anche nei confronti dei cittadini che hanno collaborato con numerose segnalazioni alla Polizia locale

Zibido San Giacomo (16 marzo 2012) – “La giustizia e la legalità prevalgono sempre, anche se a volte occorre perseverare, avendo fiducia nelle istituzioni”: il sindaco di Zibido San Giacomo Piero Garbelli esprime soddisfazione, a nome di tutti i suoi cittadini, per l'importante risultato conseguito ieri dalla Procura di Vigevano e dai militari dell'Arma della Compagnia di Abbiategrasso.

“Intendo rivolgere un ringraziamento particolare – sottolinea Garbelli - ai nostri carabinieri della stazione di Binasco e al luogotenente Fernando Columpsi per il meticoloso lavoro d'indagine svolto, ma sono molto riconoscente anche a tutti quei cittadini che, per molto tempo, hanno collaborato con gli investigatori fornendo informazioni preziose sia agli agenti del nostro comando della Polizia locale sia agli stessi carabinieri”.
 
L'operazione, denominata “Sbarra rossa”, si è conclusa ieri dopo circa otto mesi di indagini. Nell'agosto del 2011, infatti, l'arresto di due italiani a Genova aveva permesso di risalire ai fornitori di cocaina, che avevano la loro base in un bar gestito da un cinese, il cassiere, in via Giambellino a Milano. La droga veniva poi distribuita nelle campagne tra Zibido, Noviglio, Rosate e Gaggiano.
 
Un giro d'affari che raggiungeva anche i cinquanta mila euro alla settimana. I clienti erano persone di ogni età e professione: dall'impiegato alla casalinga, dallo studente all'operaio, dal professionista al disoccupato. Tra loro vi erano anche dei privilegiati, che ottenevano sconti e la possibilità di assaggiare gratuitamente le nuove partite di coca.

Un meccanismo consolidato che è proseguito anche dopo i due arresti. Il via vai delle persone era continuo. In centinaia si alternavano, infatti, nella stradina chiusa da una sbarra rossa che si trova lungo la strada provinciale per Trezzano. E qui avveniva lo scambio, con la sorveglianza di numerose vedette lungo tutto il percorso.
 
Per riuscire a sgominare la banda è stato necessario l'impiego di una cinquantina di militari dell'Arma dei Carabinieri e di due unità cinofile. Appostamenti ogni ora del giorno e della notte, fotografie, filmati hanno inchiodato i responsabili e permesso anche di identificare un centinaio di clienti.